I NUMERI DEI MILLE

Gian Biagio Furiozzi

1.162 i garibaldini partiti da Quarto, un sobborgo di Genova, il 6 maggio 1860.

1.089 quelli ripartiti dopo lo scalo di Talamone (Grosseto). Lì lasciarono la spedizione i 64 uomini di Callimaco Zambianchi, che avrebbero dovuto far scoppiare la sollevazione in Toscana e in Umbria, e 9 mazziniani che si rifiutarono di combattere sotto le insegne dei Savoia.

800 circa i volontari imbarcati sul piroscafo Lombardo, fornito gratuitamente – come il Piemonte – da Gianbattista Fauché, agente della Compagnia Rubattino,

300 circa quelli imbarcati sul piroscafo Piemonte, che rimorchiò al largo il Lombardo.

240 tonnellate la stazza dei due piroscafi mercantili (a vela e vapore) usati, lunghi circa 50 metri.

230 i fucili a disposizione dei volontari alla partenza. Ad ogni garibaldino furono distribuite 20 cartucce, preparate durante la traversata.

94 le migliaia di lire (pari a circa 400 mila euro di oggi) raccolte da vari finanziatori e prese in consegna da Garibaldi.

86 i volontari morti tra lo sbarco a Marsala (11 maggio 1860) e l’entrata ufficiale a Napoli (7 novembre 1860).

70 gli anni del più anziano tra i Mille, Tommaso Parodi.

11 gli anni del più giovane, Giuseppe Marchetti, imbarcatosi con il padre.

Da quali regioni italiane provenivano?

443 dalla Lombardia; 157 dalla Liguria; 111 dal Veneto; 80 dalla Toscana; 44 dalla Sicilia; 36 dall’Emilia Romagna; 28 dal Piemonte; 19 dalla Venezia Giulia e dalla Calabria; 16 dalla Campania; 14 dal Trentino; 11 dalle Marche; 5 dall’Umbria; 5 dalla Puglia; 3 dalla Sardegna.

Che lavoro facevano?

205 erano possidenti; 204 militari; 88 impiegati; 83 negozianti; 36 falegnami; 30 avvocati; 25 marinai; 24 medici; 23 agricoltori; 21 calzolai; 19 ingegneri; 16 barbieri; 14 osti; 13 fornai; 9 farmacisti; 9 sarti; 9 insegnanti; 6 camerieri; 5 muratori; 5 orefici; 5 facchini; 4 scrittori; 4 portieri, 4 tipografi; 4 domnestici; 3 macellai; 3 giornalisti; 3 imbianchini; 3 musicisti; 2 trasportatori; 2 sacerdoti; 2 armaioli; 2 cappellai; 2 fotografi; 2 spedizioneri; 2 sellai; 2 filatori; 2 poliziotti; 2 artisti girovaghi.

Tra i rimanenti 185 garibaldini c’erano anche: un chincagliere, un fabbricante di reti, un ramaio, un argentiere, uno scultore, un tappezziere, un cuoco, un dentista, un ebanista, un organaro, un bottaio, un marmista, un corallaio, un orologiaio, un prestigiatore, un burattinaio e un barone.

(Fonte: Elenco ufficiale dei Mille pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale del Regno” il 12 novembre 1878).